Decreto Lavoro 2026: le principali novità su bonus assunzionali, salario giusto e contrasto al caporalato digitale
Il Decreto Lavoro 2026, approvato il 28 aprile dal Consiglio dei Ministri e approdato in Gazzetta ufficiale il 30 aprile, è entrato in vigore il 1° maggio, in coincidenza con la festa dei lavoratori. Con il DL n. 62/2026, il Governo riscrive le norme degli incentivi per le assunzioni di giovani, donne e in area ZES, e aggiunge il nuovo bonus stabilizzazione giovani.
Accanto agli strumenti incentivanti, il provvedimento interviene sul piano della regolazione del lavoro, introducendo il principio del “salario giusto” ancorato ai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, nonché meccanismi di adeguamento retributivo in caso di mancato rinnovo contrattuale. Ulteriori ambiti di intervento riguardano il contrasto al caporalato digitale mediante obblighi di trasparenza algoritmica e identificazione dei lavoratori.
Ecco le principali misure:
Bonus assunzione donne
Viene ridefinita la disciplina dell’esonero contributivo per l’assunzione di donne a tempo indeterminato, che è totale con tetto massimo di sgravio mensile pari a 650 euro mensili che diventano 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.
L’esonero è riconosciuto per 24 mesi in caso di assunzione di lavoratrice in condizione di maggiore svantaggio, cioé:
- disoccupazione di lunghissima durata, quindi donne di qualsiasi età prive di impiego da almeno 24 mesi;
- svantaggio combinato, cioè donne prive di impiego da almeno 12 mesi che appartengono a una delle categorie dalla b) alla g) della definizione di “lavoratore svantaggiato” (articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014):
– b) avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;
– c) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
– d) aver superato i 50 anni di età;
– e) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
– f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato, se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
– g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.
L’esonero è invece concesso fino a una durata di 12 mesi per tutte le lavoratrici che rientrano in una qualsiasi delle categorie da a) a g) della definizione di “lavoratore svantaggiato”, di cui la lettera a) identifica chi è “privo di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.
Bonus assunzione giovani
L’esonero totale dei contributi previdenziali INPS è previsto per 24 mesi in caso di assunzione di un giovane di età inferiore ai 35 anni con tetto mensile pari a 500 euro, 650 euro per aziende con sede in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).
Il lavoratore deve essere privo di lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (o 12 mesi se in categoria svantaggiata) e l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto e il datore non deve aver effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti.
Un esonero totale dei contributi INPS fino a 500 euro per 24 mesi spetta anche al datore di lavoro che stabilizzi, tra agosto e dicembre di quest’anno, contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, con giovani di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza.
Bonus assunzione over 35 ZES
I datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, hanno diritto di applicare un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Il beneficio si applica alle trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026.
Salario giusto e interventi sulla retribuzione
Il decreto Lavoro 2026 garantisce ai lavoratori un trattamento economico complessivo (TEC) non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
Per i settori non coperti da contrattazione collettiva, il trattamento economico complessivo non può essere inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale, stipulato dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, il cui ambito di applicazione sia maggiormente connesso all’attività effettivamente esercitata dal datore di lavoro, tenuto conto del settore e della categoria produttivi di riferimento nonché dell’attività principale o prevalente esercitata, e della dimensione e della natura giuridica del datore di lavoro. Questa impostazione segna un passaggio da un sistema “libero” a uno “guidato”.
Tra le novità più interessanti del provvedimento vi è il fatto che l’accesso agli incentivi viene subordinato al rispetto di precisi vincoli salariali: in base al DL Lavoro, i bonus possono essere riconosciuti solo se il trattamento economico individuale corrisposto al lavoratore non è inferiore al trattamento economico complessivo definito dai criteri del “salario giusto” indicati dallo stesso decreto.
In particolare, il parametro per identificare il salario adeguato è il trattamento economico definito dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per il settore di riferimento. Qualora vengano applicati contratti stipulati da organizzazioni non rappresentative, il trattamento economico non può comunque essere inferiore a quello previsto dai contratti leader del settore. E in caso di settori non coperti da un CCNL, si applica quello del settore maggiormente connesso all’attività esercitata.
Inoltre, un datore di lavoro non può beneficiare degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni se non garantisce al lavoratore una retribuzione conforme ai parametri della contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa.
Contrasto al caporalato digitale
Al fine di prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, è prevista:
– la verifica dell’identità digitale del lavoratore;
– il diritto alla trasparenza algoritmica in relazione all’assegnazione dei compiti e ai compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.
Conciliazione famiglia-lavoro
Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.
Trattamento di fine rapporto
Si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.

