Internazionalizzazione, approvate le linee strategiche 2026. Ecco il documento conclusivo

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, hanno ospitato a Roma la XIV sessione della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione. Nel corso della riunione è stato adottato il Documento conclusivo con le linee strategiche del Governo per il 2026 a sostegno dell’export, dell’attrazione degli investimenti, della sicurezza delle catene di approvvigionamento e della proiezione internazionale del Made in Italy.

Nel dettaglio, il documento approvato oggi dalla Cabina di Regia conferma il dinamismo dell’export italiano, che nel 2025 ha raggiunto i 643 miliardi di euro, registrando una crescita del 3,3% e un surplus commerciale di 50,7 miliardi. Particolarmente rilevanti le performance nei principali mercati strategici: +7,2% negli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo per il Made in Italy; +57,4% negli Emirati Arabi Uniti; +23,5% nell’area ASEAN; +18,5% in India; +10,2% nel Mercosur; +7,6% in Messico.

La riunione ha inoltre posto l’accento sull’attrazione degli investimenti esteri, ambito nel quale il Mimit ha rafforzato il proprio ruolo di accompagnamento e accelerazione dei progetti strategici. Il Comitato interministeriale per l’Attrazione degli Investimenti Esteri monitora attualmente 72 progetti, per un valore lordo complessivo di circa 71,2 miliardi di euro, distribuiti in 17 settori dell’economia reale: dall’energia alle life sciences, dalle materie prime critiche all’agritech, dal quantum computing ai semiconduttori, fino all’aeronautica, alla difesa e alla chimica. In forte crescita anche il comparto dei data center, con 9 progetti attivi per un valore superiore a 30 miliardi di euro, a conferma del ruolo sempre più centrale dell’Italia come hub europeo e mediterraneo per le infrastrutture digitali, la gestione dei dati e la potenza computazionale.

Il Documento indica inoltre la sicurezza economica come una delle direttrici centrali della nuova strategia di internazionalizzazione. Diversificare i mercati di sbocco, proteggere le catene del valore, garantire l’accesso alle materie prime critiche e rafforzare le filiere produttive nazionali ed europee sono oggi condizioni decisive per la competitività delle imprese italiane. In questa prospettiva, il Documento valorizza il nuovo Made in Italy ad alto valore aggiunto – meccanica avanzata, farmaceutica, aerospazio, tecnologie per la transizione energetica e digitale – accanto ai cinque comparti tradizionali dell’eccellenza italiana: abbigliamento, agroalimentare, arredo, automotive e automazione, in coerenza con il Libro Bianco di politica industriale “Made in Italy 2030” del Mimit.

Alla riunione hanno preso parte rappresentanti delle amministrazioni competenti, del sistema pubblico per l’internazionalizzazione e del mondo produttivo, rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero del Turismo, di Unioncamere, Simest, Sace, Cassa Depositi e Prestiti, Invitalia e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme alle principali organizzazioni imprenditoriali e di categoria, tra cui Confindustria, Confapi, CNA, Confartigianato, Casartigiani, Coldiretti, Federalimentare, ABI, Alleanza delle Cooperative, Filiera Italia, nonché rappresentanti dei settori moda, nautica, agroalimentare, logistica, legno-arredo, ceramica e meccanica agricola

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