Ampio consenso dal Tavolo della Moda sulle misure presentate al Mimit di contrasto al fenomeno dell’ultra-fast fashion. All’incontro, presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, erano presenti i rappresentanti delle principali associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, nonché quelli dei Dicasteri coinvolti, di Invitalia, Ice, Abi, Sace, Simest, Cdp, della Conferenza delle Regioni e dell’Anci.
Il Ministro ha illustrato le misure già adottate o di prossima introduzione, a livello europeo e nazionale, per contrastare l’ultra-fast fashion, un fenomeno definito “una minaccia diretta alla sicurezza, alla salute e ai diritti dei consumatori”.
Tra queste misure figurano il dazio di 3 euro sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro, ottenuto in sede di Commissione europea; gli emendamenti presentati alla Legge di bilancio per introdurre, in via temporanea, un’ulteriore tassazione di 2 euro sui pacchi di basso valore provenienti da Paesi extra-UE; le misure contenute nel recente decreto sui cosiddetti ‘green claims’; e il regolamento EPR, che verrà presto recepito anche nell’ottica di affermare la responsabilità ambientale dei produttori extra-UE che vendono tramite e-commerce.
Durante il confronto di ieri, infine, sono stati illustrati gli strumenti a sostegno delle filiere e dell’innovazione. Accanto al Piano Transizione 5.0, operativo dal 1° gennaio, sono previste misure come i contratti e mini-contratti di sviluppo, il Fondo di Garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini, interventi sulle fibre tessili naturali e riciclate e il rafforzamento del credito d’imposta per i campionari, per il quale è in fase di approvazione la proroga al 2026 del credito d’imposta per design e ideazione estetica, con un aumento dell’intensità di aiuto dal 5 al 10%.
Sempre sul fronte del consolidamento della filiera, infine, al Tavolo è stato ricordato che nel ddl PMI è stato introdotto un pacchetto per il settore moda da 100 milioni di euro per i mini-contratti di sviluppo, con soglia minima ridotta a 1 milione di euro, per rendere questo strumento più accessibile alle piccole e medie imprese e rafforzare il sostegno all’innovazione, alla transizione digitale ed ecologica e ai processi di aggregazione.

