Ricostruzione post sisma, in Gazzetta Ufficiale il contributo ai beneficiari per le spese non coperte dal Superbonus

Sulla Gazzetta ufficiale n. 138 del 17 giugno 2026 è stata pubblicata l’ordinanza n. 273 del 4 maggio 2026 del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 con le disposizioni attuative per l’incremento di contributo a copertura delle spese rimaste a carico dei beneficiari in conseguenza del mancato completamento degli interventi interessati dal superbonus.

Il nuovo contributo per la ricostruzione privata, inserito nella Manovra 2026, interviene a sostegno di tutte le aree terremotate che, dopo la fine del superbonus il 31 dicembre 2025, erano a rischio di blocco della ricostruzione.

Si tratta di “un contributo diretto integrativo destinato agli interventi già avviati e non completati, consentendo di coprire in maniera puntuale tutte le lavorazioni rimaste escluse dalle precedenti agevolazioni fiscali a seguito del superamento del superbonus e del blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura”.
La misura si applica alle istanze presentate fino al 31 dicembre 2024 e riguarda le opere non completate interessate dall’esercizio dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura per la fruizione della detrazione del 110%.

Per evitare la chiusura dei cantieri della ricostruzione privata delle aree terremotate, dunque, la Manovra 2026 ha varato una misura da 1,62 miliardi di euro che subentra al superbonus e che non riguarda solo l’area cratere 2016 in Centro Italia, bensì anche quella del 2009 in Abruzzo, 2012 in Emilia Romagna, 2017 a Ischia e 2018 a Campobasso e a Catania.

Dello stanziamento complessivo, 215mln di euro sono destinati al sisma Abruzzo 2009 e la fetta più consistente, 1,328 miliardi di euro, confluirà nel Centro Italia per la ricostruzione post sisma 2016.

Insieme all’ordinanza 273 del 4 maggio 2026, in Gazzetta approda anche l’ordinanza n. 272 dell’8 maggio 2026, che apporta alcune modifiche e integrazioni al Testo unico della ricostruzione. 

I beneficiari saranno chiamati a presentare un aggiornamento del quadro economico attraverso una variante progettuale che fotografi lo stato reale delle opere, individuando con precisione le quote non finanziate e consentendo così l’accesso al nuovo contributo.

L’Ufficio per la ricostruzione precisa che “per contrastare ritardi ingiustificati, viene introdotto un sistema di sanzioni progressive che incide sui compensi di imprese e professionisti, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla segnalazione agli ordini e alla decadenza dai benefici. Contestualmente, viene ridotto il ricorso alle anticipazioni economiche non collegate allo stato reale dei lavori, rafforzando il principio secondo cui le risorse pubbliche devono essere erogate in funzione dell’effettivo avanzamento dei cantieri”.