Grazie alla convenzione firmata da Ministero del Lavoro, Invitalia e Associazione Bancaria Italiana (ABI), sono oltre 20 le banche che supportano i programmi Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord attraverso il conto corrente vincolato, necessario per l’erogazione del contributo a fronte di fatture non pagate.
In questo modo – come vi avevamo anticipato in questo nostro articolo – si agevola l’accesso ai due importanti strumenti complementari introdotti dal decreto Coesione per promuovere l’avvio di iniziative economiche in forma di lavoro autonomo, libera professione e attività d’impresa.
Con il conto corrente vincolato, quindi, si possono richiedere le agevolazioni anche con fatture non quietanzate: sarà la banca a pagare direttamente i fornitori utilizzando i fondi messi a disposizione da Invitalia e la quota di cofinanziamento prevista per ogni misura.
Su questo strumento devono transitare, in modo esclusivo e tracciabile, tutte le risorse in entrata e in uscita destinate alla realizzazione del progetto imprenditoriale. Sarà, insomma, un conto protetto e dedicato esclusivamente al progetto d’impresa, movimentabile solo tramite strumenti tracciabili, come bonifici bancari, Sepa Credit Transfer o ricevute bancarie e saranno tassativamente esclusi l’uso di assegni, l’emissione di carte di credito o debito e l’operatività tramite home o phone banking per scopi diversi dai pagamenti autorizzati.
Ma l’aspetto sicuramente più importante di questa iniziativa è che l’apertura del conto vincolato attribuisce una premialità in fase di valutazione. Questa premialità aumenta se sul conto si versa anche un deposito iniziale. Gli aspiranti imprenditori, quindi, possono aprire il conto in via anticipata, ovvero prima ancora di aver presentato la domanda ufficiale.
Le banche hanno a disposizione 60 giorni dall’invio della propria adesione per rendere effettive le procedure e permettere l’apertura dei conti vincolati. Una volta operativo, il meccanismo si basa su un mandato irrevocabile sottoscritto dal beneficiario, grazie al quale la banca è autorizzata a procedere automaticamente al saldo delle fatture non appena riceve l’accredito dei fondi da parte di Invitalia.
Inoltre, per supportare ulteriormente la neo-impresa, la banca può intervenire attivamente concedendo un finanziamento per coprire quella parte di spese che resterebbe a carico del beneficiario.

