Dopo la pubblicazione delle istruzioni operative per la campagna 2026/2027, recanti le modalità e condizioni per l’accesso al sostegno previsto per la misura Investimenti dell’OCM Vino, ora AGEA ha pubblicato la proroga dei termini per l’accesso al sostegno dell’Intervento del Piano strategico PAC 2023/2027.
Il termine per la presentazione delle domande di aiuto 2026/2027, nell’ambito dell’intervento degli Investimenti, è stato quindi prorogato al 14 maggio 2026.
Il termine per la definizione della graduatoria di finanziabilità è posticipato al 15 agosto 2026. Entro 15 giorni dalla definizione della graduatoria le Regioni/PA comunicano l’esito istruttorio ai richiedenti.
Le Regioni/PA stabiliscono con propri atti i termini entro i quali le domande di aiuto, corredate di tutta documentazione prevista dalla normativa unionale e nazionale, dovranno pervenire presso gli Uffici regionali competenti per territorio.
La dotazione nazionale per il finanziamento dell’intervento è garantita fino all’esercizio finanziario 2027 (dal 16 ottobre 2026 al 15 ottobre 2027). Pertanto, poiché la disponibilità dei fondi termina con l’esercizio 2027, i progetti, proposti per l’accesso all’aiuto per la campagna 2026/2027, potranno essere esclusivamente di durata annuale.
Il sostegno per gli Investimenti è previsto all’art 58 comma 1) paragrafo b) del regolamento UE 2021/2115 inserito nel PSP 2023/2027 ed è riconosciuto per gli investimenti materiali e/o immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture vinicole nonché in strutture e strumenti di commercializzazione del vino.
La Misura è diretta a migliorare il rendimento globale dell’impresa, in termini di adeguamento alla domanda del mercato, aumento della competitività dal punto di vista della produzione e/o commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, anche al fine di migliorare i risparmi energetici, l’efficienza globale nonché trattamenti sostenibili contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici.
Possono accedere al sostegno i richiedenti che, alla data di presentazione della domanda di aiuto, sono titolari di partita IVA, sono iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio con posizione attiva ed hanno costituito nel Sian un “Fascicolo aziendale elettronico” aggiornato e valido. Tale requisito deve permanere per tutto l’iter istruttorio della domanda fino al pagamento del saldo e per tutto il periodo del vincolo quinquennale al quale è assoggettato il progetto realizzato e finanziato a saldo.
Per le micro, piccole e medie imprese il contributo erogabile è disposto nel massimo del 40% della spesa effettivamente sostenuta. I limiti massimi sono ridotti al 20% delle spese sostenute qualora l’investimento sia realizzato da una impresa qualificabile come intermedia, ovvero che occupi meno di 750 dipendenti o il cui fatturato annuo non superi i 200 milioni di euro, mentre per le imprese classificabili come grande impresa, ovvero che occupino più di 750 dipendenti o il cui fatturato sia superiore ai 200 milioni di euro, il contributo massimo erogabile è pari al 19% della spesa sostenuta.
Possono richiedere l’aiuto le imprese la cui attività sia almeno una delle seguenti:
a) la produzione di mosto di uve ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da esse stesse ottenute, acquistate, o conferite dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione;
b) la produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve da esse stesse ottenuti, acquistati o conferiti dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione;
c) l’elaborazione, l’affinamento e/o il confezionamento del vino conferito dai soci, e/o acquistato anche ai fini della sua commercializzazione. Sono escluse dal contributo le imprese che effettuano la sola attività di commercializzazione dei prodotti oggetto del sostegno;
d) la produzione di vino attraverso la lavorazione delle proprie uve da parte di terzi vinificatori qualora la domanda sia rivolta a realizzare ex novo un impianto di trattamento o una infrastruttura vinicola, anche ai fini della commercializzazione.
Possono beneficiare dell’aiuto anche le organizzazioni interprofessionali, compresi i Consorzi di tutela riconosciuti, esclusivamente per la registrazione dei marchi collettivi delle denominazioni.
Per ogni ulteriore informazione consultare le Istruzioni operative.

